I testimoni muti – di Diego Zandel

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USCITA EDICOLA: 7 febbraio

«Mi guardò e, pur restandosene muto, parve eloquente: il suo era il linguaggio del silenzio, di coloro che non avevano voce. Il linguaggio delle vittime». Le foibe, l’esodo giuliano-dalmata, l’esilio, gli odi e i pregiudizi politici: ricordi personali e storia s’intrecciano sul filo di una memoria personale che si fa pagina di storia collettiva. La voce narrante è quella di un bambino nato in un campo profughi, cresciuto in estrema povertà circondato dal silenzio doloroso degli adulti; sarà l’incontro con un uomo, un testimone muto della tragedia a condurlo verso una nuova consapevolezza delle sue radici e della sua storia. Un libro che non concede sconti e getta uno sguardo scomodo sugli avvenimenti seguiti al 1947 e al Trattato di pace di Parigi, nel tentativo di riannodare un filo spezzato dagli estremismi del secolo scorso dando voce a quanti soffrirono quei drammi, e nella speranza di far conoscere a tutti una materia spesso considerate d’altri.

Diego Zandel è nato nel campo profughi di Servigliano da genitori fiumani. È autore di diversi romanzi, tra i quali «Massacro per un presidente» (1981), «Una storia istriana» (1987, ripubblicato nel 2010 con il titolo «Il figlio perduto»), «I confini dell’odio» (2002), «L’uomo di Kos» (2004) e «Il fratello greco» (2010). Molti i suoi racconti pubblicati in antologie: da uno di essi – Stendhal, il carbonaro – è stato tratto uno spettacolo teatrale. Ha scritto, in collaborazione con Giacomo Scotti, «Invito alla lettura di Ivo Andric», premio Nobel jugoslavo per la letteratura. Collabora con importanti testate nazionali e locali e cura un blog di interventi e discussioni.

Informazioni aggiuntive

Peso 190 g
Dimensioni 13 x 20 cm
Pagine

224